Scatti di scena

Prima puntata: La chiamata

Domenica 3 febbraio ore 21.30

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    Soggetto e sceneggiatura: Laura Ippoliti

    Angela Braschi è una giovane ispettrice del Ministero dell’Università e della Ricerca. Quando si muove lei la terra trema sotto i piedi di chiunque abbia “dimenticato” quali siano le regole di un comportamento onesto e ineccepibile. Grazie a lei è caduta la testa di più di un “intoccabile”.
    Finché invece di una promozione si ritrova fra capo e collo un nuovo incarico  che sembra quasi un esilio: un piccolo Conservatorio della Puglia, seicento chilometri da Roma, partenza immediata. Un incarico che, per lei, è la materializzazione di un incubo: un Conservatorio di musica è proprio l’ultimo posto al mondo dove avrebbe voluto andare...
    Perché nel passato di Angela c’è un segreto, una ferita. La musica è stata la sua vita, e poi è diventata la sua morte. Lei ha chiuso con la musica, lo sanno tutti. Ma le cose non andranno come si aspetta perché nel piccolo Conservatorio di Musica di Montorso l’aspettano parecchie sorprese. Mattia, per esempio, un professore di Esercitazioni Orchestrali un po’ eccentrico, che sta facendo il diavolo a quattro per salvare la scuola dalle grinfie di quello che lui considera un direttore disonesto. E’ lui che ha riempito di esposti il Ministero e saluta l’arrivo di Angela come una liberazione. Le presenta entusiasta sua figlia Marina, adolescente che lui ha allevato da solo dopo che la madre se n’è andata di casa con un altro uomo. E le presenta anche Bianca, insegnante di canto di Marina, una donna energica e affascinante che si comporta come se fosse molto “intima” di Mattia.
    Sull’altra sponda invece c’è Marra, il direttore disonseto che fa di tutto per imbrogliare le carte e convincere Angela che Mattia è solo un pazzo esaltato.
    E ci sono i ragazzi, per i quali il Conservatorio è come una voce nel deserto, un faro nel buio di un sud splendente di bellezza ma vuoto di speranza e di prospettive.
    E poi c’è la musica. Ovunque, come un incubo che non finisce mai. La musica di Mattia che nell’orchestra degli allievi cerca di infondere la fiducia nella vita e in se stessi che sembra spenta in ogni altro luogo intorno.
    E la musica di Tano, che dorme cinque ore per notte pur di riuscire a studiare il suo violino senza lasciare il liceo. Una specie di angelo che ha il potere di risvegliare in Angela ricordi struggenti e che riversa nelle sue sonate tutta la passione e le contraddizioni della sua età. La passione per Marina, con cui è fidanzato, e la contraddizione di un’amicizia profonda e quasi kharmica con Francesco, figlio del faccendiere in odore di mafia Rocco Santopirro. Il giorno e la notte, il bianco e il nero, gli opposti apparentemente inconciliabili. Ma Tano, nonostante l’opposizione di suo padre Libero che gli ha sempre vietato di frequentarlo, non rinuncerebbe a Francesco per nulla al mondo. Loro due, insieme a Marina, sono amici fin da piccolissimi, quando dicevano di essere come i tre moschettieri.
    E un'altra sorpresa per Angela è Vito, dodicenne figlio dei suoi provvisori padroni di casa, che sogna di entrare in Conservatorio e suona di nascosto dal padre, modesto pescatore, che lo vorrebbe futuro meccanico.
    Ben presto Angela scoprirà che le accuse di Mattia contro il direttore Marra e il suo vice Palmieri sono più che fondate, che la realtà di Montorso, dominata dal potere subdolo e clientelare di Santopirro, è molto più complessa e drammatica di quello che le era apparso a una prima occhiata e, soprattutto, comincerà a pensare che difendere quella scuola è importante, forse è la missione più importante che le sia capitata in tutta la sua vita.
    E così, quasi senza volere, il rientro a Roma viene rimandato. Solo per un po’, si dice Angela. Che sarà mai...

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