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Scatti di scena

Note di regia

Ambrogio Lo Giudice

Ho masticato musica fin da bambino. Ho partecipato allo Zecchino D’Oro, poi il Coro Dell’Antoniano, la chitarra, fino all’onore di suonare in tour con Lucio Dalla e gli Stadio.
Anche il passaggio alla macchina da presa è arrivato grazie alla musica, ho girato più o meno 160 videoclip con tutti gli artisti italiani e anche stranieri.
Quindi, quando Eleonora Andreatta mi ha proposto di girare una serie ambientata in un conservatorio, mi sono sentito come un pesce che viene ributtato in mare.
Ma ho subito anche pensato che di musica classica ne sapevo quanto un banale fruitore di musica, una conoscenza superficiale.
Ho cominciato così a fare una full immersion di brani classici e ho scoperto di avere un feeling particolare con Tchaikovsky (tuttora per scriverlo correttamente controllo su internet), mi piaceva praticamente tutto, lo trovavo epico, passionale e, soprattutto popolare nel modo giusto, perfetto per un approccio con un pubblico che, magari, come me avesse una cultura classica medio-bassa.
Così, con il musicista Paolo Vivaldi abbiamo messo insieme un repertorio su cui lavorare che raccoglieva alcune arie del maestro, senza tralasciare altri autori, Bach, Chopin, Beethoven, ecc.ecc.
Ma la vera sorpresa di questo lavoro è stata la scoperta dei giovani musicisti, tutti noi, compresi gli attori, Francesca Cavallin, Lucrezia Lante Della Rovere, Johannes Brandrup, la troupe, siamo rimasti affascinati dal talento di questi ragazzi e dalla loro energia. Dalla loro voglia di partecipare a questo progetto, dalla voglia di eseguire le loro performance in modo eccellente, in testa a tutti il giovane violinista Giordano Franchetti, un vero talento ormai lanciato a livello internazionale.
E anche grazie a loro abbiamo capito che la storia che andavamo raccontando: faccende poco chiare all’interno di un conservatorio pugliese e le indagini della ispettrice del ministero (Francesca Cavallin) erano state ben scritte dalla sceneggiatrice Laura Ippoliti, e che tutto corrispondeva a situazioni spesso vissute dagli stessi ragazzi.
Oltre agli intrecci sentimentali, che si snodano per tutta la miniserie, quello che spero di essere riuscito a trasmettere è il desiderio di riuscire a fare in modo che in questo nostro Bel Paese il talento non vada sprecato, che le nuove generazioni  debbano essere sostenute e che si riesca finalmente a stroncare il malaffare e a ripulire le istituzioni.

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